mercoledì 25 gennaio 2017

10 things to do in Philadelphia, the City of Brotherly Love

Difficilmente sentirete un abitante dello stato della Pennsylvania chiamare Philadelphia con il suo nome. Per tutti è Philly. Siamo a un'ora e mezza a sud di New York City, in uno stato in cui esiste un'altra città del tutto particolare, Lancaster, la patria della comunità "amish". Noi però ci fermiamo lungo le sponde del fiume Delaware. In lontananza, sull'altra sponda, fa capolino lo stato del New Jersey e soprattutto la città più povera e pericolosa d'America, Camden. Al di qua del fiume sorge la prima capitale statunitense, che ancora molti conoscono come "la città dell'amore fraterno": qui sorge Philadelphia, dove è stata scritta buona parte della storia americana. Ah, chi fosse in cerca del divertimento, di una città giovanile,ha bussato all'indirizzo sbagliato, chi invece è pronto a vivere un pezzo di storia americana... beh, allora ha trovato il posto giusto. Ecco le 15 cose da non perdere ed i luoghi assolutamente da visitare a Philadelphia se aveste a disposizione solo due giorni. Come è successo a noi...

You will hardly hear an inhabitant of the state of Pennsylvania say Philadelphia. For all of them this is Philly. We are 100 miles (one hour and half) south of New York City, in a state which hosts another very special city, Lancaster, the homeland of the "Amish" community. Anyway we're going to stop along the banks of the Delaware River. In the distance, on the other side, the great state of New Jersey and especially the poorest and dangerous cities of America, Camden. On this side of the river there's the first US capital, many of you will ricognize it as the "city of brotherly love": here lies Philadelphia, where a piece of the American history was written. Well, if you're looking for a youthful city, with fun and much nightlife, you've knocked on the wrong door. This this the place for who are ready to experience a masterpiece of the american history. Below you can find the 15 "must-do" things and "must-see" places in Philadelphia if you have only two days to spend in the city of brotherly love. 




10- LIGHTS OF LIBERTY SHOW

Una delle esperienze più affascinanti è assistere al "Lights of Liberty Show", giochi di luce e suoni legati alla Rivoluzione Americana. Al tramonto recatevi nel cuore di downtown, a ridosso dell'Independence National Historical Park, da aprile ad ottobre. Sulle facciate dei più importanti edifici storici troverete proiettate molti dei filmati e delle immagini della Rivoluzione e del periodo coloniale. Potrete inoltre ascoltare la storia delle 13 colonie, anche in italiano, grazie ad auricolari senza fili.

One of the most fascinating experiences is watching the "Lights of Liberty Show,", light and sounds associated with the American Revolution. At sunset, from april to october, head to the heart of downtown, close to the Independence National Historical Park. On the facades of the most important historical buildings you will find many of the projected images and movies of the Revolution and the colonial period. You will also hear the story of the 13 colonies, even in Italian, thanks to wireless headsets.



9 - PHILADELPHIA ZOO

Il "Philadelphia Zoo" è stato il primo parco biologico degli USA. Sono più di 1800 gli animali presenti, tra cui rinoceronti, giraffe, elefanti e molti altri. Durante i mesi caldi è possibile interagire con alcuni animali e persino ascoltare fiabe mentre si passeggia per lo zoo.

The Philadelphia Zoo, located in the Centennial District was the first true zoo in the United States. The Zoo is one of the premier zoos in the world for breeding animals that have been found difficult to breed in captivity. There are more than 1,800 animals, including rhinos, giraffes, elephants and many others. During the warmer months you can interact with some animals and even listen to fairy tales as you walk into the zoo ..



8- ITALIAN MARKET

Sentite la nostalgia di casa? Recatevi allora nel profondo South Philly, dove la maggior parte degli immigrati si stabilirono all'inizio del 1900. L'Italian Market, che si estende per ben sei isolati sulla 9th street, è un classico mercato italiano, con prodotti gastronomici che in tutta la Pennsylvania sono decisamente apprezzati. Non sono tuttavia soltanto gli italiani ad essersi insediati a South Philly: nel corso degli anni immigrati olandesi, ebrei, svedesi, ispanici e infine asiatici hanno reso l'area a sud di Philadelphia un mix di culture provenienti da ogni parte del globo.

Are you feeling homesick? Well, then you have to get to South Philly, where most immigrants settled in early 1900. The Italian Market, which stretches for six blocks on 9th street, is a classic Italian market, with food products definitely appreciated throughout the entire state of Pennsylvania. However there are not only Italians in South Philly: over the years dutch, Jews, Swedish, Hispanics and Asians immigrants have finally made this area south of Philadelphia a mix of cultures from all over the globe.



7- BETSY ROSS HOUSE, MOM OF THE AMERICAN FLAG

La Betsy Ross House è ubicata nella old town ed è diventata famosa per il fatto che proprio Betsy fu l'artefice della bandiera americana. Betsy Ross, sarta del presidente Washington, "combattè" a lungo con il primo presidente americano, per nulla disposto a rinunciare ad una stella a 6 punte su quella che sarebbe diventata la bandiera statunitense. Vinse lei e la bandiera che ancora oggi rappresenta gli Stati Uniti raccoglie stelle a cinque punte.

The Betsy Ross House, located in the Old Town is a landmark purported to be the site where the seamstress and flag-maker Betsy Ross (1752-1836) lived when she sewed the first American Flag. Betsy Ross, the seamstress of the President Washington, "fought" for a long time with the first American president, not willing to give up a 6-pointed star on the flag. She "won" and the flag which still today represents the US collects five-pointed stars.



6- LIBERTY BELL, INDEPENDENCE HALL & INDEPENDENCE NATIONAL HISTORICAL PARK

L'Independence National Historical Park (ingresso gratuito) è un'area a forma di L situata a ovest del fiume Delaware che ospita i siti storici più famosi di Philadelphia all'interno del "Miglio più storico degli Stati Uniti". Il simbolo del parco è la Liberty Bell, la campana sicuramente più famosa al mondo, simbolo di libertà ed indipendenza. La campana, una volta posta in cima alla State House, faceva sentire i suoi rintocchi in occasione dei maggiori avvenimenti pubblici come quando venne letta per la prima volta davanti ai cittadini la Dichiarazione d'Indipendenza.  L'ultima volta che si sono uditi i rintocchi della Campana è stato in occasione del compleanno di George Washington nel 1846. Non lontano dalla Liberty Bell sorge anche la Independence Hall, il luogo dove venne firmata la Dichiarazione d'Indipendenza. Le sue sale ospitarono il parlamento USA dal 1790 al 1800, quando Philadelphia era la capitale della nazione. La visita di quest'ultima è a pagamento.

The Independence National Historical Park (free admission) is a "L-shaped" area located west of the Delaware River. This is also home to the most famous historical sites in Philadelphia in the "most historic mile" of the United States." The symbol of the park is the Liberty Bell, surely the most famous bell in the world, symbol of freedom and independence. The bell, once located at the top of the State House, did hear its chimes at major public events such as when the Declaration of the Independence was read for the first time in front of the citizens. The last time people have heard the chimes of the bell was at George Washington's birthday, in 1846. Not far from the Liberty Bell you can also visit the Independence Hall, the place where the Declaration of Independence was signed. Its halls hosted the US Congress from 1790 to 1800, when Philadelphia was the nation's capital (entrance fee).



5- THE WORLD FAMOUS PHILLY CHEESE STEAK

Un viaggio a Philadelphia che si rispetti non può davvero prescindere dalla world famous Philly Cheese Steak, il piatto principale della cucina di "Philly". Ma cos'è la Philly Cheese Steak, il panino inventato quasi un centinaio di anni fa dall'italo-americano Pat Olivieri e da subito diventato sinonimo della cucina di strada della città? Sebbene possa essere servito in diversi modi, l'originale Philly Cheese Steak non è altro che un panino con un cremoso formaggio (Cheez Wiz), carne di manzo e cipolla. E, come sempre quando ci si appresta ad assaggiare una specialità del luogo occorre andare dal migliore. Per noi è Sonny's famous steak (228 Market St)

A trip to Philadelphia isn't really complete without the famous Philly Cheese Steak, the main dish of the "Philly" cuisine. What is the Philly Cheese Steak) It's the sandwich invented almost a hundred years ago by the Italo-American Pat Olivieri: it immediately became a symbol of the city's street food. Although it can be prepared in different ways, the original Philly Cheese Steak is a sandwich with Cheez Wiz, beef and onion. Well, as always when we're about to taste a local specialty, we are looking for the best one. Who is it? For us it's Sonny's famous steak (228 Market St).



4- PENN'S LANDING

Penn's Landing è il luogo più ad est della città di Philadelphia, raggiungibile comunque a piedi partendo sia dalla Old Town che dalla Historic Philadelphia. Siamo lungo il fiume Delaware, davanti a voi uno splendido panorama, con il Benjamin Fanklin Bridge sullo sfondo. E' un luogo di divertimento per famiglie, tra luci e giostre, tra piste di pattinaggio e marshmallow, tra beer garden e attività outdoor.La Philadelphia più vera la troverete qui in quella che probabilmente è l'area che più ci ha colpito.

The Delaware River Waterfront, just a short walk from Old City and Historic Philadelphia (with the Benjamin Franklin bridge in the background), hosts family-friendly attractions and events all year long. Penn's Landing serves as the site for several events. The main public space at Penn's Landing is The Great Plaza, a mostly concrete labyrinth During the summer months, Festival Pier at Spring Garden Street serves as a venue for outdoor concerts. It 's a fun place for families, including lights and rides, ice skating (in winter time) and marshmallow, beer garden and outdoor activities. This is the truest Philadelphia and probably the area that most impressed us.




3- ROCKY'S STATUE AND STAIRCASE

Ebbene si, la famosissima saga del pugile italo-americano Rocky Balboa non ha lasciato un segno solo nei nostri cuori. A Philadelphia, città in cui sono ambientati i film, uno dei must-see place è proprio la statua di Rocky. Fu direttamente Sylverster Stallone, scrittore e attore protagonista della saga, a commissionare la scultura poco dopo la conclusione del film Rocky 2: la statua fu posta in cima alla scalinata del Museum of Art di Philadelphia, la stessa che Rocky percorse di corsa dopo aver attraversato, sempre correndo, la città (una scena indimenticabile della pellicola: https://www.youtube.com/watch?v=Zq590g0UlAM ). Tuttavia, al termine delle registrazioni, gli intellettuali della città rimasero parecchio infastiditi dalla presenza della statua proprio fuori dal museo delle arti, di per sé una delle gemme di Philly, e la fecero spostare. attualmente è posizionata a lato del museo, impossibile comunque non scovarla considerata la lunga coda di turisti in attesa di una foto in posizione di vittoria. Turisti che poi ovviamente percorrono di corsa anche la scalinata.

Yes, the famous saga of the Italian-American boxer Rocky Balboa has not only left a mark in our hearts. In Philadelphia, the city where movies were set, one of the must-see place is the Rocky statue. Sylverster Stallone, writer and actor of the saga, was the man who commissioned the sculpture shortly after the conclusion of the movie Rocky 2: the statue was placed on the top of the steps of the Philadelphia Museum of Art, the same that Rocky did  after crossing the city. Running, of course. However, at the end of the recordings, the intellectuals of the city were quite annoyed by the presence of the statue just outside the museum of the arts, one of the gems of Philly, The statue is currently positioned at the right side of the museum but you'll definitely find it. Why? There are always many people in line waiting for a picture with Rocky. Are you ready to run? 




2- READING TERMINAL MARKET

Avete voglia di entrare a contatto con la cultura amish ma non siete disposti ad affrontare le 80 miglia che separano Lancaster e Philadelphia? Il Reading Terminal Market allora è il luogo che fa per voi, dal 1892 una delle predilette destinazioni degli abitanti di Philadelphia e dei suoi dintorni. Il mercato, ubicato sotto il Convention Center, ospita cibi provenienti da tutto il mondo ed in particolare quelli "a km 0" della comunità degli amish, che ogni mattina dalla Lancaster County giungono nella città dell'amore fraterno. Il market è aperto dal lunedi al sabato dalle ore 8 alle ore 18.

Do you want to get in touch with the Amish culture, but you're not willing to drive along the 80 miles that separate Lancaster from Philadelphia? The Reading Terminal Market is the right place for you, since 1892 one of the citizens favorite destinations. The market, located in the Convention Center, hosts foods from around the world, especially those of the Amish community, that every morning come from the Lancaster County. The market is open from Monday to Saturday, from 8 am to 6 pm.



1- EASTERN STATE PENITENTIARY

La prigione che... ha cambiato la storia delle prigioni. Quando si è a Philadelphia non si può davvero non visitare l'Eastern State Penitentiary, costruita nel 1820 e capace di accogliere i più importanti criminali americani, tra cui Al Capone e Willie Sutton. Tutti i criminali venivano tenuti in isolamento per far sì che riflettessero sul male commesso e potessero così riabilitarsi. Sulla falsariga dell'Eastern State Penitentiary furono costruite altre 300 prigioni in tutto il mondo, dall'Australia all'Europa e persino in Sud America. La visita del Penitenziario è consentita tutto l'anno ma, al contrario di quanto avevamo letto in internet, l'audio guida non è disponibile in italiano. Per i più avventurosi sono disponibili visite del penitenziario in orario serale, denominate "terror behind the walls". Corridoi gotici e stanze dismesse vi daranno la sensazione di essere in un film horror. Sfruttando, infatti, l'atmosfera della prigione, sono state create attrazioni decisamente paurose, che potrete sperimentare effettuando il tour. Prestate attenzione però perchè all'improvviso sbucheranno attori vestiti da detenuti e guardie per spaventarvi. Siete pronti?

The prison ... that changed the history of prisons. When you are in Philadelphia you can not really miss the Eastern State Penitentiary, built in 1820 and able to accommodate major American criminals, including Al Capone and Willie Sutton. All criminals were kept in isolation so that they could reflect on the evil committed and  then rehabilitate. 300 prisons all around the world were then built in the same way: from Australia to Europe and even to South America. The visit of the Penitentiary is allowed throughout the year and adventurous can also visit the prison at night. This is called Terror Behind the Walls, located inside the massive castle-like walls of Eastern State Penitentiary. It's consistently ranked among the top haunted attractions in the country. Gothic corridors and disused rooms give you the feeling of being in a horror movie. Scary attractions have been created and you'll experience them with the tour. But be careful because suddenly actors dressed as prisoners and guards will pop up scaring you. Are you ready?




video





FOLLOW US ON FACEBOOK:
WWW.FACEBOOK.COM/DUECUORIPERVIAGGIARE?REF=HL

lunedì 16 gennaio 2017

2016 trip - Route 66, Hawaii, Seattle and much more (day 1-2, Chicago)

Undici stati, quattro fusi orari e quasi un mese di viaggio. L'ottava avventura a stelle e strisce è la più bella, la più emozionante... è sostanzialmente il viaggio dei viaggi di chi ama gli Stati Uniti. Ve l'abbiamo raccontato live sulla pagina facebook (https://www.facebook.com/duecuoriperviaggiare/), ora vi porteremo più in profondità, svelandovi ogni dettaglio del percorso lungo la "mother road" prima, le Hawaii e Seattle poi, con le solite avventure e disavventure a fare da sfondo.

Eleven states, four time zones and nearly a month of travel. The eighth "stars and stripes" adventure  is the most beautiful, the most exciting ... is basically the journey of life for those who love the United States. We've told about the on the road live on our facebook page (https://www.facebook.com/duecuoriperviaggiare/), now it's time to go deeper, telling you about every detail of the trip along the "mother road" and then Hawaii and Seattle, with the usual adventures and misadventures in the background.


L'on the road parte da Chicago, una città che già nel 2013 avevamo visitato in lungo ed in largo e che abbiamo raccontato in queste pagine. Non abbiamo mai nascosto il nostro amore per la città regina dei grandi laghi, la "windy city", la prima città verticale d'America. Per noi la più bella di tutte.

The on the road starts from Chicago, a city that we already visited in 2013(look for "Chicago" in this blog) We have never hidden our love for the queen city of the Great Lakes, the "windy city", the first vertical city in America. The most beautiful of all to us.




Nel giorno e mezzo a disposizione ci siamo concentrati su quello che non avevamo ancora visto, con l'eccezione della Willis Tower, nota anche come Sears Tower, quello che fino al 1998 è stato l'edificio più grande al mondo.

In a day and a half we focused on what we had not seen yet, with the exception of the Willis Tower, also known as the Sears Tower, which has been the tallest building in the world till 1998.


Situato nel cuore di downtown, è senza dubbio il grattacielo che amiamo di più, se non altro per la possibilità, al piano numero 103, di  visitare lo"Skydeck", due balconate costruite completamente in vetro e sospese nel vuoto. L'adrenalina, sospesi a più di 400 metri di altezza, scorre davvero a fiumi. Il costo del biglietto d'ingresso è di 22 dollari.

Located in the heart of downtown, it is undoubtedly the skyscraper we love the most. Just for the opportunity  to visit the "Skydeck" located at the 103rd floor: two balconies built entirely of glass and suspended in space. The adrenaline, suspended more than 400 meters high, really flows freely. The admission fee is $ 22.



Quando si è a Chicago però una delle prime esperienze in assoluto da vivere è assaggiare la Deep Dish pizza, la famosissima pizza alta. E dove andare se non dal "re" della Deep Dish, Gino's east, che con le sue tre location chicagoane vi permetterà di non dover macinare troppi chilometri o cambiare svariate metro per gustarvi una delle pizze più strane al mondo. A patto che sappiate resistere alle spesso interminabili code sia per entrare nei locali che per ricevere la pizza. Noi abbiamo optato per la location in fondo alla Magnificent Mile e, come sempre, la pizza ci è piaciuta moltissimo anche se della "nostra" ha veramente ben poco.

One of the first experiences while in Chicago is definitely the taste of the very famous and popular deep dish pizza. And going to the king of the deep dish pizza, Gino's east, is a kind of must. Gino's owns three restaurants in Chicago. You will have to wait in line before getting a table, but wait worth it.




Il day 2 lo abbiamo aperto dal Millennium park, dal famoso "bean" ed in particolare dalla stazione ferroviaria, da dove vorremmo prendere il treno che porta ad Hyde Park. Rischiamo il disastro quando saliamo su quello sbagliato (direzione Indiana!), ma fortunatamente ci accorgiamo in tempo e riprendiamo il convoglio che porta a sud della città, sostanzialmente nel quartiere dove è nato e cresciuto Obama. Avevamo grandi aspettative dopo aver letto diverse recensioni positive sull'area, in realtà non ci ha impressionato più di tanto. Tanti "lavori in corso" e vista sullo skyline non indimenticabile dal "parecchio pubblicizzato" promontory point. Eroici invece gli abitanti della città che in una delle spiagge del lago Michigan si tuffano nell'acqua gelida. Ma d'altronde siamo nella "patria dei coraggiosi".

We open the day 2 from the Millennium park, from the famous "bean" and in particular from the railway staion. We're very close to get into the wrong train (to Indiana) but  luckily we realize in time where we are. Our goal was the south of Chicago, Hyde Park, the neighborod where Obama grew up. We had high expectations after reading several positive reviews on this area, anyway it really did not impressed us that much. Many "work in progress" and not memorable views of the skyline from the "long advertised" promontory point. However heroic inhabitants are having a bath into the icy Lake Michigan. We really are in the "home of the brave."




Il downtown ed in particolare l'area del "loop" è sempre tremendamente affascinante, con il freddo e con il caldo, di giorno e di sera. Ma se siamo a Chicago è perchè qui prende il via la strada più famosa al mondo, la route 66. Ed è proprio a ridosso di Grant Park che sono situati i due cartelli che segnalano il "begin", uno a distanza di 100 metri dall'altro. Non abbiamo ancora iniziato il viaggio, ma l'emozione è già fortissima.

The downtown and especially the "loop" area is always tremendously charming, day and night. Anyway, we are here because we are going to hit the route 66 and here lays the two sign that indicate the "begin" of the world most famous road. The journey hasn't started yet  journey, but the excitement is already very strong.



Torniamo al navy pier, il molo turistico della città, a distanza di tre anni. A dominare la scena, come allora, sono i ristoranti (su tutti Bubba Gump) e gli shop, oltre ovviamente alla ruota panoramica, il cui costo è cresciuto a dismisura a distanza di trentasei mesi.

We return to the navy pier, the picturesque harbor of the city, three years later. The scene is dominated by restaurants (Bubba Gump above all) and shops, and of course the Ferris wheel.



Per la seconda cena siamo prontissimi a giocare il secondo jolly, ovvero quello che a detta di molti è il "miglior burger dell'intero Illinois". Fatichiamo e non poco per raggiungere il Au Cheval (800 W Randolph St) sopraffatti dall'umidissimo caldo chicagoano, ma la doccia, gelida, non tarderà ad arrivare. L'attesa è di due ore e trenta. Tremendo. Come ripiegare? Ovviamente con Shake Shack, che scopriamo essere arrivato anche in quel di Chicago.

For the second dinner we are planning to eat "one of the best burgerof the entire Illinois". We struggle to reach the Au Cheval (800 W Randolph St) and when we finally find it we realize that we would have to wait in line for two hours and half. Whan can we do now? Obviously go to Shake Shack, which never let us down!


Ci manca però ancora una cosa per poter dire di aver visto tutto il meglio che Chicago può offrire. Siamo ancora a Grant Park, sulle sponde del lago Michigan, per assistere ad uno degli spettacoli più interessanti che la città offre durante la sera: le Buckingham fountain.

There is still a place left to see. It's still Grant Park, close to the Michigan Lake: we are attending one of the most interesting performances by the city during the evening, the Buckingham fountain.


La musica accompagna il continuo cambio di colori delle fontane, sullo sfondo lo skyline chicagoano. Siamo talmente ammaliati dallo show che non ci accorgiamo del fortissimo temporale che sta sopraggiungendo.

Music accompanies the continuous change of colors of the fountains:the skyline is behind them, in the background. We are so fascinated by the show that we are not aware of the strong storm that is oncoming.



Se ne sono andati quasi tutti, mentre il diluvio ci obbliga a rifugiarci all'interno dei bagni del parco. Ma come si dice in questi casi, "route 66 bagnata, route 66 fortunata...".

All the people are gone, while the flood obliges us to take refuge inside the park's restroom. Anyway, Chicago is always beautiful, even when it's raining...





INFO & TIPS

VOLO/FLIGHT: Milano-Chicago, Seattle-Milano (1038 euros)

HOTEL: Congress Plaza Hotel (18 euros per night, welcome rewards at www.hotels.com)

POSITION: *****
COMFORT: ***
VALUE: *****
CLEANING: ***




domenica 15 gennaio 2017

2016 trip - Route 66, Hawaii, Seattle and much more (day 3: Chicago - Springfield)

STAGE PROFILE
STATES: Illinois
CITIES: Chicago - Springfield (321 km)
STOPS: Joliet, Wilmington, Braidwood, Gardner, Dwight, Odell, Pontiac, Normal, Bloomington, Atlanta, Lincoln.


Dopo mesi e mesi di studio, informazioni ricercate con qualsiasi mezzo e scoperte dell'ultim'ora, siamo finalmente pronti per percorrere le 2448miglia (3755 km, che poi diventeranno 6200...) della route 66, la "strada madre", una vecchia lingua d’asfalto lunga quasi 4000 km, sorta nel 1926 durante le grandi carestie che colpirono le pianure del Midwest per collegare Chicago con l’abbagliante California, terra promessa di quanti partivano alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore. Da circa vent'anni è stata sostanzialmente cancellata dagli stradari, per gli americani, di fatto, non esiste più. Ma non per le centinaia di persone che con ogni mezzo hanno cercato di mantenerne vivo almeno il ricordo, con musei, memorabilia e le famose... pompe di benzina. Se molti viaggiatori riescono ancora a percorrerla vivendone e subendone il fascino è grazie a loro. Noi siamo tra questi, armati fino ai denti con le mappe "Here it is" che ripercorrono l'andamento della route 66 stato per stato, e soprattutto, con la "bibbia": l'Adventure Handbook di Drew Knowles, nostro fedele compagno di viaggio.

We've studied for months, searched for any useful informations and we're finally now ready to travel the 2448 miles (3755 km, which then become... 6200) of the Route 66, the mother road,  the information sought by any means and last-minute discoveries, we are finally ready to travel the 2448 (3755 km, which then become ... 6200) of route 66, the "mother road", an old long tongue of asphalt 2448 miles long, built in 1926 during the great famine that hit the Midwest: it connects Chicago with the dazzling California, the promised land of those who departed in search of a job and a better life. It has substantially removed from street maps almost twenty years ago, for Americans, in fact, it no longer exists. But not for the hundreds of people who by all means have sought to keep alive at least the memory, with museums, memorabilia and the famous ... gas stations. While many travelers which still manage to follow just thanks them. We are part of them, armed  with the "Here it is" maps that trace the evolution of the route 66 state by state, and above all, with the "bible": the Adventure Handbook by Drew Knowles, our faithful companion during the on the road.



Tra il ritiro dell'auto (Alamo, come sempre) e uscita da Chicago, siamo già terribilmente in ritardo, una costante durante i 14 giorni di on the road. In Illinois, va detto, la segnaletica è molto presente, tuttavia perdersi diventerà una costante. Lasceremo Chicago alle 9 del mattino, arriveremo a Springfield (la capitale dell'Illinois) che è sostanzialmente sera. Una routine a cui ci abitueremo ben presto...

We've wasted a lot of time picking up the car at Alamo and then driving out of Chicago. We are late and this will happen every of the 14 days spent hitting the route 66. In Illinois, it must be said, the signage is very much present, anyway getting lost will be a constant. We leave Chicago at 9 am, we'll be in Springfield (the capital of Illinois) i n the evening. 


Il primo vero impatto con la Route 66 è legato alla cittadina di Joliet e alla prigione, la "Joliet Old Prison". Nonostante non sia ancora visitabile (ma scopriamo che è in cantiere un progetto per renderla tra qualche anno aperta al pubblico), non possiamo non fermarci.

The first real impact with the Route 66 is the city of Joliet and its prison, the "Old Joliet Prison". Although it is not yet visited (but we find out that the city is working on a project to make it open to the public in a few years), we decide to stop and take a look.


Da qui sono passati i Blues Brothers e soprattutto sono evasi Lincoln Burrows e Michael Scofield in uno dei telefilm simbolo della seconda metà degli anni duemila, Prison Break.

The Blues Brothers have been here and, above all, Lincoln Burrows and Michael Scofield escaped from here in a symbolic tv series of the second half of last decade, Prison Break.



Il gelato più buono dell'intero viaggio? Ovviamente qui, a Joliet, al Rich & Creamy (920 N Broadway St). Era uno dei tanti "must" della giornata e non ha deluso. Diventerà il nostro pranzo anche se son solo le 11 del mattino.

The best ice-cream of the entire trip? We got it here, in Joliet, of course. At the Rich & Creamy (920 N Broadway). It was one of the many "must" of the days and didn't disappointed us. It's just 11 am, anyway it will become out lunch.



Prima di lasciare Joliet passiamo attraverso la minuscola downtown per ammirare il Rialto Square Theatre, poi riprendiamo la Route 66 alla volta di Wilmington. Lasciata Chicago ed i suoi sobborghi s'intuisce subito come non solo l'atmosfera, ma anche il paesaggio sia cambiato: le cittadine sono sempre meno, a dominare cominciano ad essere i campi di grano.

Before leaving Joliet we pass through the tiny downtown just to admire the Rialto Square Theatre, then we take the Route 66 again at a time of Wilmington. Left Chicago and its suburbs you will immediately notice that everything has changed, not only the atmosphere, but also the landscape: few towns and many wheat fields.

(Un tratto particolare della route 66 in Illinois - a particular stretch of the Route 66 in Illinois)

A Wilmington incontriamo la prima delle tante statue giganti che troveremo lungo il percorso, il Gemini Giant (S East Street), qualche manciata di miglia dopo, a Braidwood, invece uno dei più suggestivi "diner" dell'Illinois. Il Polk-a-dot drive inn, la cui peculiarità sono le statue al suo esterno che raffigurano Marylin Monroe, Elvis ed il Blues Brothers. Anche questa è la route 66!

In Wilmington we encounter the first of many giant statues that we will find along the way, the Gemini Giant (S East Street). A handful of miles later, in Braidwood, however we stop at one of the most charming "diner" in the entire Illinois. The Polk-a-dot drive inn, whose peculiarities are the statues depicting Marilyn Monroe, Elvis and the Blues Brothers. That's the route 66 guys!



Qui a Wilmington facciamo anche la nostra conoscenza con... i binari del treno. Già, proprio loro. Il treno, infatti, compie lo stesso percorso della route 66 e, più della highway che non sempre le scorre a fianco, sarà decisivo per ritrovare la retta via ogni volta che ci perderemo.

In Wilmington we also get in touch for the first time with the... train tracks. Yes, here it is. Trains, in fact, run in the same path of route 66 and will be crucial to find the right way every time we get lost. More than the highway which runs far from the route 66 from time to time.



A Gardner, poco "pubblicizzata" sui libri ma secondo noi discretamente interessante, scopriamo una prigione "old style", molto simile a quelle del vecchio west, che merita una veloce sosta, a Dwight invece approcciamo per la prima volta quello che diventerà il simbolo del viaggio lungo i quasi 4000 km della route 66: le vecchie gas station.

A Gardner, not that much "advertised" on the books but pretty interesting, we find out a prison "old style", very similar to those of the old west, which is worth a quick stop. In Dwight we indeed approach for the first time what will become the symbol of the journey along the nearly 4000 km of route 66: the old gas stations.



Quella di Dwight è una delle più famose e molti dei motociclisti che stanno percorrendo come noi la route hanno fatto sosta proprio qui (W Waupansie St).

The Dwight's one is one of the most famous and many bikers stop here, at W Waupansie Street.





Poco più a sud, ad Odell, eccone un'altra (O'Dell road). Questa è un po' più malinconica. Non c'è nessuno. Eppure, nonostante quanto avessimo letto in rete ("dopo un po' queste pompe di benzina cominciano ad annoiare..."), questa sensazione non la proveremo mai. Ognuna è diversa dall'altra, ognuna ha una storia diversa da raccontare. Bisogna anche avere un pizzico di fortuna e sperare che il proprietario sia lì: in questo caso tenetevi libera una buona mezz'oretta perchè di cose da raccontarvi ne avrà parecchie...

A little further south, in Odell, here's another one (O'Dell road). This is a bit 'more melancholy. There is nobody around here. Yet, despite what we had read on the net ("after a while 'these gas stations are starting to get bored ..."), we will never have this kind of feeling. Each one is different, each one has a different story to tell. You also need a bit of luck and hope that the owner is there: in this case, just be sure to have a free time to spend here, at least half an hour he will have many things to tell you.... 


Pontiac è probabilmente la città simbolo dell'Illinois targata route 66. E' la città dei murales, è la città probabilmente maggiormente ancorata alla strada madre e la sua storia. La foto con lo storico murales è probabilmente il secondo must giornaliero, così come la visita al museo (gratuito, ma accettano donazioni, 110 W howard st). Scopriamo quello che poi diventerà un'abitudine, la firma del guest book, e la gentile signora del museo ci regala anche una spilla che ricorda il novantesimo anno della Route 66 (1926 - 2016). Eravamo in cerca dello spirito della route 66, eccolo qui...

Pontiac is probably the route 66 symbol in Illinois. It's called the mural city, maybe it's che city mostly connected to the mother road and its history. Take a picture with the world famous mural is probably the second "must" of the day, as well as the visit to the museum (free entrance, but donations are appreciated, 110 W Howard St). We find out what eventually will become a habit, the signing of the guest book, and the nice lady in the museum also gives us a brooch reminiscent of Route 66 ninetieth year (1926-2016). We were looking for the spirit of Route 66, here it is ...


Siamo ormai a ridosso di Springfield, ma prima ci sono ancora quattro stop importanti. Il primo è a Normal, per la terza gas station (Sprague's super service - 305 east pine st), il secondo a Bloomington nella fabbrica di beer nuts più famosa probabilmente degli interi Stati Uniti (103 N Robinson Street), dove troveremo le noccioline non solo più buone, ma anche più strane di sempre. Il terzo ad Atlanta per il midpoint della route 66 in Illinois e la statua di Paul Bunyan con l'hot dog (Sw Arch Street) ed infine a Lincoln, dove ammiriamo il vagone coperto più grande al mondo. Al comando, ovviamente, c'è tale Abraham Lincoln, uno dei presidenti americani più amati, nato e cresciuto nella vicina Springfield.

We are now finally close to Springfield, but there are still four stops. The first one is in Normal, for the third gas station (Sprague's super service - 305 east pine st), the second one in Bloomington at the beer nuts factory (103 N Robinson Street), where we find the best and strangest nuts of all time, the third one in Atlanta for the midpoint of the route 66 in Illinois, and the statue of Paul Bunyan with the hot dog (Sw Arch Street) and finally in Lincoln, where we admire the world largest covered wagon in the world. Abraham Lincoln, one of the most beloved American presidents, is sitting on it. Lincoln was born and grew up in nearby Springfield.



Eccoci finalmente a Springfield, la capitale, dove avremmo in mente di visitare diverse cose ma, come si dice in questi casi, siamo arrivati molto lunghi. Non c'è neppure il tempo per consueta ricerca del luogo migliore dove cenare contenendo le spese (entrambe le cose per noi hanno sempre una certa rilevanza) e ci affidiamo alla reception del motel. Si va, come sempre, "dove cena la gente del posto", alla Chesapeake Seafood House, che scopriamo successivamente essere alla posizione numero 7 di 300. La receptionist aveva svolto un buon lavoro. Non ci sbizzarriamo con il cibo americano che tanto amiamo, la prima è una "cena all'europea":, con tovaglia e tovaglioli in stoffa: filetto bardato al bacon, salmone al bourbon, due calici di vino, contorni e pane al burro offerto come appetizers. Livello molto alto: sia i piatti che i vini, della California. Sì, questa volta ci siamo trattati bene (53 dollari). Ma non abituatevi...

Here we finally are in Springfield, the capital, where we would like to visit many things but we just not have enough time. There is no time even to find, as usual, the best cheaper restaurant in the area and we could just entrust the receptionist. We are going, as usual, where locals go: Chesapeak Seafood Hous. We will then find find out that this restaurant is at the position number 7 out ot 300 in the tripadvisor ranking. The receptionist had done a good job. It's an european dinner, with tablecloth and cloth napkins: we order fillet barded with bacon, bourbon salmon, two glasses of wine, side dishes and bread with butter offered as appetizers. very high level: even the wine from California. ($ 53). 

video



NOTE - Avevamo letto e riletto che "lungo la route 66 i piani non vanno mai come avete in mente". Ovviamente era vero. Nella nostra lista c'erano almeno una decina di ulteriori luoghi da visitare, ma che per questioni di tempo abbiamo dovuto saltare. Ne elenchiamo qualcuno nel caso in cui qualche viaggiatore sia "più veloce" di noi.

- La Hofman Tower a Lyons, Old Log Cabin and restaurant a Pontiac, la Memory Lane a Lexington (luogo in cui la route s'interrompe ed è possibile percorrerla solamente a piedi), La David Davis Mansion State Historic a Bloomingdale, la fattoria Funks Grove a Shirley e soprattutto la Lincoln Home National District a Springfield, la casa di Abraham Lincoln.

NOTES - We had read and re-read that "along the route 66 plans never go as you planned." Obviously it was true. In our list there were at least a dozen more places to visit, butwe had to skip them because we were late. We list them for traverlers "faster" than us.

- The Hofman Tower in Lyons, Old Log Cabin and restaurant in Pontiac, the Memory Lane in Lexington (where the route is interrupted and you can follow it only walking), The David Davis Mansion State Historic in Bloomingdale, the Funks farm Grove in Shirley and especially the Lincoln Home National District in Springfield, Abraham Lincoln's house


HOTEL
Microtel Inn & Suites by Wyndham (34,14 dollari)
POSITION: ***
COMFORT: ****
VALUE: *****
CLEANING: ***



FOLLOW US ON FACEBOOK:
WWW.FACEBOOK.COM/DUECUORIPERVIAGGIARE?REF=HL





sabato 14 gennaio 2017

2016 trip - Route 66, Hawaii, Seattle and much more (day 4: Springfield - St Louis)

STAGE PROFILE
STATES: Illinois-Missouri
CITIES: Springfield (I) - St Louis (M) (160 km)
STOPS: Glenarm, Mount Olive, Staunton, Choteau Island

La tappa di oggi è relativamente corta, solo 160 km, ma come sempre succederà ricca di luoghi storici legati alla "strada madre". Siamo ancora a Springfield, Illinois, nella patria di Abraham Lincoln e, con il poco tempo a disposizione, dobbiamo scegliere tra la visita alla casa del sedicesimo presidente americano (Lincoln Home Historic Site), il museo, ed il luogo in cui è sepolto. Scegliamo la terza opzione e ci dirigiamo all' Oak Ridge Cemetery, a nord della città.

Today's stage is relatively short, only 160 km, but as always happens there are many historical places connected with the "mother road". We are still in Springfield, Illinois, the birthplace of Abraham Lincoln and, with just on hour (after breakfast) to spend here, we have to choose between a visit to the home of the sixteenth American president (Lincoln Home Historic Site), the museum, and the place where he is buried. We choose the third option and head to the Oak Ridge Cemetery, north of Springfield.


I cimiteri statunitensi, spesso, sono dei grandi parchi molto ben curati. Si entra con la propria auto e ci si dirige alla tomba che interessa. Quella di Lincoln, pur essendo le 9 del mattino, richiama una folla di turisti non indifferente. L'enorme obelisco e la scultura con la faccia del presidente (a cui bisognerebbe strofinare il naso per avere fortuna...) sono presi d'assalto.

The US cemeteries are often a kind of very large well-kept parks. You can enter by your car and head to the grave of interest. That of Lincoln, although it's just 9am, attracts a crowd of tourists. The huge obelisk and the sculpture with the face of the president (legend says you should rub his nose for good luck ...) can be visited.


Lincoln è probabilmente il presidente che più incarna il mito del sogno americano e lo spirito della route 66: proveniente da una famiglia molto povera "si è fatto da solo", diventando prima avvocato e poi presidente degli Stati Uniti. Non è un caso che la Route 66 passi da qui...

Lincoln is probably the President who most embodies the myth of the American dream and the spirit of the mother road: coming from a very poor family, he became a "self made man": a lawyer and later the president of the United States. It is no coincidence that the Route 66 goes through Springfield...


Route 66 significa non solo gas station e aneddoti, ma anche ponti costruiti ormai novanta anni fa, alcuni dei quali non più utilizzati. Uno di questi, il primo che incontriamo nel nostro on the road, è il Sugar Creek Bridge, un "covered bridge" molto simile a quelli, numerosissimi, che si trovano nel New England. Siamo a Glenarm, Illinois, una cittadina molto curata immersa nel verde dove, intuiamo, la qualità della vita sembra essere decisamente alta.

Route 66 means not only gas station and stories, but also bridges built ninety years ago, some of which are no longer used. One of these, the first we encounter in our on the road, is the Sugar Creek Bridge, a "covered bridge" very similar to those, you can easily find in New England. We're in Glenarm, Illinois, a very cured town surrounded by greenery where the quality of life seems to be very high.


Stiamo avvicinando il confine con il Missouri a grandi falcate. Abbiamo riposto grandi aspettative in St Louis e stiamo provando a recuperare terreno per poter spendere la seconda parte della giornata nella città principale del secondo stato della "mother road". A Mount Olive ci fermiamo per visitare la Russel Soulsby Shell Station, risalente agli anni venti ed interamente ristrutturata...

We are approaching Missouri's borderline. We have high expectations, St. Louis (Missouri's main city) will occupy the second part of the day. In Mount Olive we stop to visit the Russell Soulsby Shell Station, dates back to the twenties and completely renovated ...



A Staunton invece facciamo visita al Henry's Rabbit Ranch. Se l'insegna ricorda chiaramente quella del JackRabbit Trading Post che visiteremo in Arizona, le volkswagen incastonate nel terreno assomigliano molto al Cadillac Ranch di Amarillo. Il proprietario probabilmente sarà uno di quei personaggi che varrebbe la pena ascoltare ma sfortunatamente non è presente.

In Staunton we visit Henry's Rabbit Ranch. If the sign reminds to the JackRabbit Trading Post we will visit in Arizona, the volkswagen embedded in the soil are very similar to the Cadillac Ranch in Amarillo. The owner probably will be one of those characters that would be worth listening to, but unfortunately he is not here.


Ah, ovviamente ci siamo persi per una quindicina di chilometri, tanto basta per far sì che l'Ale rimanesse delusa per non aver visto la "bottiglia di ketchup più grande al mondo" e Marco per aver perso la visita al Cahokia Mounds Historic Site, un parco enorme con resti di culture preesistenti. L'Illinois, infatti, come molti altri stati del midwest, è ricco di luoghi abitati nel passato da culture precedenti alla nostra. In questo caso protagonista è la quella "mississippiana". Entrambi i luoghi sono situati a Collinsville.

Well, of course we've got lost for at least 15 chilometers and missed two importants stops. Ale really wanted to visit the world's largest Ketchup Bottle (100 feet tall), Marco wanted to stop at the Cahokia Mounds Historic Site, just west of Collinsville. Located here are ruins of a prehistoric city, inhabited from 700 AD to 1400, which covered nearly six square-miles. They are both located in Collinsville.


Arrivati a Choteau Island puntiamo dritto verso l'Old Chain of Rocks Bridge, uno dei ponti più famosi dell'intera route 66. Forse il più famoso. Lungo 1632 metri segna, infatti, il confine tra l'Illinois ed il Missouri. Sotto di esso scorre il fiume più importante degli Stati Uniti, il famoso Mississippi che finalmente dopo otto viaggi riusciamo ad ammirare. E' il fiume che dal Minnesota divide di fatto in due gli Stati Uniti arrivando sino al golfo del Messico.

Once in Choteau Island we head to the Old Chain of Rocks Bridge, one of the most famous bridges of the entire route 66. Perhaps the most famous. 1632 meters long, the bridge marks the border between Illinois and Missouri. The most important river in the United States, the famous Mississippi, flows below it. After eight trips we can finally admire his majesty.


Da sempre il Mississippi divide gli Stati Uniti e, da sempre, tutto quello che succede in territorio statunitense viene catalogato tra "a est del Mississippi" e "a ovest del Mississippi". Il Chain of Rocks Bridge non è più aperto alle auto e, se voleste visitarlo, il consiglio è di entrare dall'Illinois. In Missouri, infatti, il parcheggio più vicino dista all'incirca 500 metri dal ponte stesso, a ridosso del Missouri Visitor Center. Il Gps, come succederà diverse altre volte, non vi aiuterà.

Mississippi has always divided the United States of America. Everything that happens on US soil is cataloged between "east of the Mississippi" and "west of the Mississippi." The Chain of Rocks Bridge is no longer open to cars and, if you want to visit it, the advice is to come from Illinois side. In Missouri, in fact, the closest parking is 500 meters far from the bridge itself, near the Missouri Visitor Center. The GPS, as will happen several other times, does not help.


Ripresa la Highway e attraversato il Mississippi entriamo in Missouri. Entrare in Missouri, nel "show me state", significa entrare immediatamente nell'area urbana di St Louis. Da amanti della birra abbiamo già ben chiaro in testa quale sarà il primo stop. L'Anheuser Busch, la fabbrica della Budweiser che non vediamo davvero l'ora di visitare. Il nostro rapporto con la birra americana ed in particolare con la "Bud light" (la sorellina della Bud) è forte e la delusione lo è altrettanto quando scopriamo che "per oggi i tour, gratuiti, sono sold out". Respinti con perdite perchè anche al "beer garden" non verrà più servita birra. E' sabato e sono le 4 del pomeriggio. Noi amiamo alla follia l'America e gli americani, ma ogni tanto fatichiamo a capirli.

Back on the Highway and crossed the Mississippi, "the show me state" Missouri appears in front of you. Missouri means immediately the urban area of St Louis. As beer lovers we would like to visit the Anheuser Busch, the Budweiser. Our relationship with the American beer and in particular with "Bud Light" (the little sister of Budweiser) is strong and as we find out that free tours are no longer available (sold out) and even the beer garden is going to close and won't serve beer anymore, we become very disappointed. It's saturday and it's 4 pm. We love US and Americans, but sometimes we struggle to understand them.


Niente visita alla fabbrica e soprattutto, niente birra. Dove andiamo? Il piano B è l'immenso e stupendo Forest Park, una decina di km ad ovest di downtown St Louis. In una giornata "normale" ce lo saremmo goduti fino in fondo, ma il caldo di St Louis se vogliamo è anche peggio di quello che avevamo trovato a Chicago.

No visit to the factory, and above all, no beer. Where do we go no? Plan B is the immense and beautiful Forest Park, about ten kilometers west of downtown St. Louis. In a "normal" day we'd have enjoyed it much more, but heat and humidity here in St. Louis are even worse than what we had found in Chicago.


L'umidità è tremenda, ma nonostante ciò qualcuno ha scelto proprio Forest Park come location per il proprio matrimonio. Non li invidiamo ma, da amanti di questo genere di matrimonio "american style", assistiamo a parte della cerimonia. Alberi secolari, canali e un teatro all'aperto che richiama, soprattutto il sabato sera, moltissime persone sono alcune delle peculiarità di Forest Park

humidity is terrible, but despite that a couple has chosen Forest Park as the location for their wedding. We do not envy them, but as lovers of this type of "American style," marriage, we watch part of the ceremony. Old trees, canals and an open air theater that attracts, especially on Saturday night, a lot of people, are some of the peculiarity of Forest Park.


Ma se siamo a St Louis è anche e soprattutto perchè vogliamo visitare il Gateway Arch, il simbolo della città, situato proprio nel cuore di downtown sulle sponde del Mississippi all'interno del Jefferson National Expansion Memorial. Dall'Italia abbiamo acquistato i ticket (13 dollari) scegliendo in anticipo l'orario (20).

Anyway, if we are in St Louis it is also and above all because we want to visit the Gateway Arch, the symbol of the city, located right in the heart of downtown on the banks of the Mississippi in the Jefferson National Expansion Memorial. We purchased the ticket ($ 13) and chose the time (8.pm)  in advance.



L'arco, conosciuto anche come Gateway to The West, simboleggia l'ingresso a ovest e rende omaggio a tutti coloro che partirono alla conquista del vecchio west: fu costruito tra il 1963 ed il 1965 ed è alto ben 192 metri. Ovviamente si tratta dell'arco più grande al mondo,

The arch, also known as The Gateway to the West, symbolizes the entrance to the west and pays tribute to all those who explored and settled the Old West: it was built between 1963 and 1965 and is higher than 192 meters. It is obviously the tallest arch in the world.



Una mini capsula che contiene fino a 5 persone vi porterà sino in cima. La salita non è assolutamente adatta a chi soffre di claustrofobia. Anche una volta arrivati in cima lo spazio non è molto ed i visitatori, al contrario, sono parecchi. La vista sulla città al tramonto però ripaga della "sofferenza".

A mini capsule containing up to 5 people will take you to the top. The climb is definitely not suitable for those who suffer from claustrophobia. Even at the top of the arch, there is no much space and visitors, by contrast, are so much. The city view at sunset, however, repays the "suffering."




In lontananza, intanto, al Busch Stadium s'intravede la "marea rossa". Stanno giocando i "Cardinals", la squadra di baseball che prende il nome dall'uccello simbolo dello stato (il cardinale rosso), che a St Louis sono ancor più di una religione.

We can see the red tide at the  Busch Stadium. The "Cardinals", the baseball team named by the bird symbol of the state, are playing. Here in St Louis the Cardinals are more than a religion.  


Il fatto che ci sia la partita rende viva anche la serata. Già, perchè se solitamente le downtown americane si svuotano al di fuori dell'orario d'ufficio, oggi St Louis è chiaramente viva. I Cardinals perdono e malamente anche, ma qui si festeggia ugualmente. Perchè la cultura sportiva è avanti anni luce. Alette di pollo, salsa ranch e birra. Budweiser ovviamente. Per noi il paradiso. God bless America.

The fact that Cardinals are playing also makes alive the evening. Downtowns are usually empty after work but not today. St Louis is clearly alive. The Cardinals lost badly, but nobody cares: everybody is having fun. Because sports culture here in the US is very different. It's definitely better. Chicken wings, ranch sauce and beer. Budweiser, of course. It's a kind of heaven for us. God bless America.


video





HOTEL
Quality Inn St Louis airport hotel (54,76 dollari)
POSITION: *
COMFORT: ***
VALUE: ******
CLEANING: ***



FOLLOW US ON FACEBOOK: WWW.FACEBOOK.COM/DUECUORIPERVIAGGIARE?REF=HL



CLICK ON "POST PIU' VECCHI" TO CONTINUE"