Taking advantage of the jat lag we are on track really early (at 7:30) and that is perfect, because we would like to visit the famous Carlo's Bakery, home of Buddy (the Cake Boss) and his family, famous all around the world for his amazing cakes, The man who put on maps the town of Hoboken, New Jersey.
Cambierà anche lo stato, da New York al New Jersey, ma Hoboken è davvero comoda raggiungere. Ci dirigiamo a World Trade Center alla ricerca dell'altrettanto famoso PATH, la linea ferroviaria che ci permetterà di raggiungere Carlo's Bakery. Per non saper nè leggere nè scrivere chiediamo informazioni ad un inserviente che, fortunatamente, parla anche italiano, risparmiandoci tempo e fatica. Ci spiega che con 5 dollari (2.50 a corsa) avremmo raggiunto comodamente Hoboken. "Ma cosa dovete fare ad Hoboken. Non ditemi che state andando da Buddy?" ci chiede prima dei saluti. probabilmente stanco di ricevere sempre e soltanto la stessa risposta. "Ehm, sì... Buddy..." rispondiamo timidamente...
Well, it's another state, but Hoboken is really easy to reach. We head to World Trade Center looking for the famous PATH, the railway line that allow people to get to Carlo's Bakery. We ask an attendant where we could buy tickets and fortunately he speaks also italian, saving us time and effort. He explains that with $ 5 (2.50 per ride) we can easily reach Hoboken. "But why are you going to Hoboken?. Don't tell me you're going to Buddy!" he says to us, probably expecting to receive always the same answer. "Well, yeah ... Buddy ..." we say...
Arriviamo ad Hoboken e siamo felicemente sorpresi dalla città: carina, pulita e con Manhattan a fare da sfondo. Ovviamente l'Italia ha un ruolo importante, qui come in tutto il New Jersey, la patria degli italiani d'America. Non fatichiamo a raggiungere Carlo's Bakery e, grazie al già citato jet lag, ci risparmiamo anche la "famosa" coda.
We arrive in Hoboken and happily surprised by the city: pretty, clean and with Manhattan in the background. Of course, Italy has an important role here, as in all New Jersey, the home of Italians in America. Carlo's Bakery is easily to find and, thanks to the jet lag, we also avoid the "famous" queue.
Buddy non c'è, ma il commesso, non appena scopre che siamo italiani, ci fa il terzo grado chiedendoci di tutto e di più, cercando di parlare in italiano... ci sono tantissimi dolci, l'Ale opta per un redvelvet cupcake, Marco per un croissant: avevamo dei dubbi sull'effettiva qualità del "prodotto Buddy" che ritenevamo molto commerciale, in realtà saranno davvero buonissimi.
Buddy is not in the shop, but as soon the shop assistant discovers that we are Italian, start to threat us like "brothers", even tryng to speak italian. There are a lot of desserts, Ale decides to take a redvelvet cupcake, Marco takes a croissant. We had doubts on the quality of the "product Buddy", we thought it was very commercial... But actually it's really really really yummy.
Usciamo dal locale e vediamo transenne ed almeno una cinquantina di persone. Un grande sospiro di sollievo, considerato il fatto che noi avevamo davanti solo un paio di persone. Prima di lasciare il New Jersey raggiungiamo il fiume Hudson per qualche foto allo skyline di Manhattan...
We leave the shop and there are a lot of hurdles and at least fifty people outside it. Before leaving New Jersey we reach the Hudson River for a few photos with the skyline of Manhattan in the background.
La seconda tappa è uno dei quartieri sicuramente più affascinati di New York City, Brooklyn (come abbiamo già detto l'idea era quella di vedere la vera New York, non Manhattan). Fino all'ultimo è regnata l'indecisione per quanto riguarda il "cosa fare e cosa vedere", fino a quando Marco ha proposto Coney Island da buon appassionato di pallacanestro. Ci aspettano più di quaranta minuti di metro da Manhattan...
The second stage is definitely one of the most fascinating neighbors of New York City, Brooklyn (as we said our idea was to see the real New York, not only Manhattan). Until the last minute we didn't know where to go, then Marco proposed Coney Island (he is a basketball fan...). It takes more than forty minutes by subway from Manhattan ...
Il basket, i "guerrieri della notte", gli hot-dog, uno dei parchi divertimento maggiormente riconosciuto nel mondo, il mare, la spiaggia. Sì, a Coney Island (che non è un isola nonostante il nome) c'è solo l'imbarazzo della scelta. A darci il benvenuto è Nathan's, una delle più grandi catene fast food americane ma anche, inventore dell'hot dog nel lontano 1916. Il primo, storico, Nathan's appare davanti a noi non appena scendiamo dalla metro.
Basketball, the "Warriors", hot-dog, one of the most recognized entertainment parks in the world, the sea, the beach. Well, in Coney Island you there are a lot of things to do. Who welcomes us is Nathan's, one of the largest fast food chains but also the inventor of the hot dog back in 1916. The first, historical, Nathan's appears in front of us as soon as we arrive in Coney Island.
Nathan's che ovviamente ogni luglio organizza una delle gare più famose ed apprezzate in America, quella degli hot dog, trasmessa anche in tv. Siamo o no negli Stati Uniti?
Nathan's organizes every july one of the most famous races in America, the hot dog race, also broadcasted on television. Are we or not into the United States?
Ma Coney Island è anche e soprattutto il suo famoso Luna Park, uno dei più antichi, ristrutturato qualche anno fa e ora di nuovo meta ambita di moltissimi newyorkesi e non. E quando c'è un luna park di mezzo vien sempre fuori il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) dell'Ale... (continua...)
But Coney Island is also and especially its famous Luna Park, one of the oldest, restored a few years ago and now again a popular destination for many people. And when there is a luna park in the middle, Ale's best (or worst, depending on your point of view) always comes out... (to be continued ...)
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